Licenziamento per detenzione stupefacenti in pausa pranzo – illegittimo – conseguenze

Pubblicato il: 06/09/2018 - 11:10

La Cassazione conferma la decisione della corte d’appello in merito alla illegittimità del licenziamento di un lavoratore sorpreso dai carabinieri con 25 grammi di hashish nella tuta da lavoro durante la pausa pranzo, e quindi al di fuori dell’orario lavorativo. Tale comportamento non è previsto dalla contrattazione collettiva come causa di licenziamento.

Correttamente il giudice deve controllare la rispondenza delle pattuizioni collettive al disposto dell'art. 2106 cc e rilevare la nullità di quelle che prevedono come giusta causa o giustificato motivo di licenziamento condotte per loro natura assoggettabili, ex art. 2106 cc, solo ad eventuali sanzioni conservative. Ma ciò non gli consente di fare l'inverso, cioè di estendere il catalogo delle giuste cause o dei giustificati motivi soggettivi di licenziamento oltre quanto stabilito dall'autonomia delle parti.

Permangono invece dubbi sulla validità della sola sanzione risarcitoria poiché non risulta correttamente motivato il fatto che il comportamento sanzionato non  rientri tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi con la conseguente reintegra. A tal fine rinvia la causa per una nuova decisione di merito.

Cassazione, sentenza n. 21679 del 5 settembre 2018