Contratto collettivi maggiormente rappresentativo - obbligatorietà e consguenze

Pubblicato il: 27/01/2018 - 16:13

A seguito nota Ministero del lavoro, nota prot. n. 10599 del 24 maggio 2016, con la quale si era dato impulso ad una attività di vigilanza nel settore dei Servizi di Field Marketing .(contatti diretti con i  consumatori attraverso l'offerta di campioni omaggio, dimostrazioni, vendite dirette), INL ricorda che l’art. 51 del D.Lgs. n. 81/2015 – recante, tra l’altro, la “disciplina organica dei contratti di lavoro (…)” – stabilisce che “salvo diversa previsione, ai fini del presente decreto, per contratti collettivi si intendono i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria”.

Ne deriva che la facoltà di “integrare” la disciplina normativa di alcuni istituti quali il contratto di lavoro intermittente, il contratto a tempo determinato o a quello di apprendistato è riservata esclusivamente ai contratti sopraindicati (cd. contratti leader) con la conseguenza che applicare contratti collettivi diversi potrebbe anche determinare la “trasformazione” del rapporto di lavoro in quella che, ai sensi dello stesso Decreto, costituisce “la forma comune di rapporto di lavoro”, ossia il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

INL, circolare 3/2018 del 25 gennaio 2018