Welfare aziendale - abbonamenti per il trasporto

Pubblicato il: 02/02/2019 - 15:02

Vi deve essere corrispondenza tra il numero tessera dell’abbonamento con le ricevute di pagamento (che solitamente non riportano i dati dell’avente diritto)? 


Ai sensi della lettera d-bis) dell’articolo 51, comma 2, del Tuir, sono escluse dal reddito di lavoro dipendente «le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati nell’articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12».
Con riferimento alla documentazione da conservare ai fini dell’applicazione della predetta previsione si ritengono validi i chiarimenti formulati da ultimo con la circolare n. 5 del 2018. 
In particolare, il citato documento di prassi, nel richiamare la circolare 7 marzo 2008, n. 19/E, distingue a seconda che si tratti di titoli di viaggio nominativi o non nominativi.
Nel primo caso, sul titolo di viaggio nominativo devono essere indicate la durata dell’abbonamento e la spesa sostenuta, mentre in caso di emissione o ricarica del titolo di viaggio realizzato in formato elettronico è necessario disporre di documentazione certificativa che contenga le indicazioni essenziali a qualificare il titolo di viaggio nonché ogni altra informazione utile ad individuare il servizio reso (indicazione soggetto utilizzatore, periodo di validità, spesa sostenuta e data di sostenimento della spesa). Tali requisiti si ritengono soddisfatti anche nel caso in cui detta documentazione, pur non contenendo alcun riferimento esplicito al nominativo dell’avente diritto, sia comunque a lui riconducibile in modo univoco, ad esempio perché contenente il numero identificativo dell’abbonamento allo stesso intestato.
Quanto ai titoli di viaggio non nominativi, il titolo di viaggio andrà conservato e accompagnato da un’autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui al Dpr 28 dicembre 2000, n. 445, articolo 47, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore) - resa dal dipendente, in cui si attesta che il titolo di viaggio è stato acquistato per se stesso o per un suo familiare a carico, di cui all’articolo 12 del Tuir. La suddetta autocertificazione dovrà essere acquisita e conservata dal datore di lavoro ai fini della deducibilità dei costi.

Risposta di Agenzia Entrate a Telefisco-Ilsole24ore del 31 gennaio 2019